DOTT.SSA LETIZIA PATRICOLO

Psicoterapia in Adolescenza

Distorsioni precoci nella regolazione delle emozioni e dei comportamenti, come esito di modalità relazionali infantili disfunzionali, portano ad attaccamenti insicuri e a disturbi in età più tarda.

L'adolescenza è un periodo di cambiamenti molto significativi nelle relazioni di attaccamento. L'adolescenza rappresenta il culmine di un processo di sviluppo (neuro-psico-biologico e sociale) in cui l'interazione con i genitori ha modellato la mente e il comportamento dei figli in modo da prepararli alla vita fuori dalla famiglia d'origine. 

È possibile investigare e intervenire in senso riparativo sulle associazioni esistenti tra i modelli mentali dell'attaccamento e i disturbi nell'adolescenza attraverso l'Adult Attachment Interview (AAI) di Mary Main, mediante il modello dinamico-maturativo dell'attaccamento (DMM) elaborato da Patricia Crittenden, cos’ come attraverso i colloqui clinici.

Le aree di intervento di cui mi occupo rispetto agli adolescenti

Se è l'adolescente che chiede una consulenza psicologica tra i temi di sofferenza (non sto parlando di diagnosi ma di segnali importanti di stati di sofferenza, il cui senso va compreso caso per caso) ci possono essere:

  • Crisi rispetto alla propria identità (chi sono?, cosa provo?, non mi riconosco più?);
  • Crisi rispetto al proprio progetto di vita (non so in che direzione andare, non so cosa voglio);
  • Stati di isolamento (sono completamente chiuso in me stesso, non me la sento di uscire di casa, tutto mi terrorizza)
  • Traumi (ad esempio: traumi singoli come incidenti per cause umane o naturali, traumi sessuali vissuti nell'infanzia o nell'adolescenza, maltrattamenti fisici, lutti in età adulta o vissuti nell'infanzia/adolescenza, traumi "minori" ma condizionanti lo sviluppo della personalità). Sul tema vedere anche Curare il trauma: la psicoterapia EMDR;
  • Disagio nelle relazioni con i coetanei (sono timidissimo, mi arrabbio con tutti, non conto per nessuno; nessuno mi ascolta, non riesco a farmi degli amici, non sto più bene con gli amici di sempre);
  • Sofferenze in campo amoroso (sono stato lasciato, nessuna mi vuole, ho il terrore del sesso);
  • Disagio rispetto al proprio corpo (non mi piaccio per nulla, mi sento grasso, ho questo difetto che non riesco ad accettare, sono cambiato e non mi accetto come sono ora);
  • Dubbi sulla propria identità sessuale (non so se sono attratto dalle ragazze o dai ragazzi, faccio pensieri su quelli del mio stesso sesso, ho paura di essere gay, ho paura di essere lesbica);
  • Tensioni con i genitori (non mi capiscono, non sanno quello di cui ho bisogno, mi trattano come un bambino, invadono i miei spazi, non mi lasciano crescere, non li sopporto più);
  • Problemi a scuola (non mi importa nulla della scuola, non mi piace quello che faccio, non riesco a dimostrare che sono capace, non riesco a concentrarmi, sembro stupido);
  • Angosce e paure (ho il terrore di stare da solo, mi blocco, ho il terrore dei giudizi);
  • Ossessioni (non riesco a non pensare a queste cose che mi vengono in mente senza che io possa controllarle, mi lavo le mani i continuazione, accendo e spengo la luce in continuazione);
  • Pensieri autodistruttivi (ho pensato di suicidarmi, penso di farmi del male);
  • Gesti autodistruttivi (più evidenti come i tentati suicidi o più sfumati come l'anoressia) (ho tentato di uccidermi, autolesionismo - mi ferisco/cutter, non mangio, vomito di proposito, sono spericolato, mi faccio, bevo);
  • Somatizzazioni ossia stati di malessere fisico per cui è stata constatata (ad esempio dal medico curante, dal pediatra o dallo specialista) l'assenza di una causa organica alla base (ho sempre mal di testa, mi brucia lo stomaco, mi si irrita la pelle);
  • Rabbia (sono pieno di rabbia, sovente perdo il controllo, odio tutti, salto su come una molla)