DOTT.SSA LETIZIA PATRICOLO

Educazione all’Affettività - Alfabetizzazione Emotiva

L’esordio adolescenziale è una fase evolutiva ricca di cambiamenti psico-fisici e cognitivo emozionali più importanti di tutto l’arco di vita; pertanto, ritengo sia necessario lavorare con i ragazzi, dai 10 ai 18 anni, divisi in fasce d’età e con attività specifiche per le varie fasi evolutive (preadolescenza 10-13; prima adolescenza 14-16 e seconda adolescenza 17-19), principalmente sulle cinque aree relative all’intelligenza emotiva, elencate qui sotto:

  • Conoscenza delle proprie emozioni (specialmente la vergogna, la gestione della rabbia e dell’ansia).
  • Controllo e regolazione delle proprie emozioni.
  • Capacità di sapersi motivare (collegato alla confusione-paura di una nuova identità, in costruzione, e al lutto dell’infanzia ormai alle spalle).
  • Capacità di riconoscere le emozioni altrui (empatia).
  • Gestione delle relazioni sociali fra individui e nel gruppo.
  • Collegamento tra situazione-pensiero-emozione-comportamento*

Attraverso questo percorso base sull’affettività, si intende proprio favorire una iniziale riflessione sulla costruzione dell’identità senza la quale sarebbe difficile affrontare questo particolare momento evolutivo che stanno affrontando i ragazzi. Saper gestire le emozioni positive e negative e trovare delle soluzioni efficaci, comprendere le differenze di genere e favorire un buon clima di classe, significa anche prepararli anche alla futura vita personale e lavorativa, fatte anche di emozioni, di relazioni interpersonali, di situazioni stressanti, gestione degli eventi positivi e negativi e tanto altro ancora..

La conoscenza di base dell'esperienza emotiva in questo percorso pratico, nell'autocoscienza del sé e nella relazione come scontro-incontro con l'altro, diventa quindi obiettivo di un’educazione all'emotività che non tende infatti a comprimere le emozioni ma, piuttosto, a renderle comprensibili, accettabili, nominabili, fruibili e condivisibili da tutti e con chiarezza attraverso esercitazioni e simulazioni pratiche; competenza prosociale e intrapsichica quindi come consapevolezza di quello che ogni individuo vive,con se stesso e con gli altri e quindi, direi di metacognizione emozionale.

L’educazione affettiva quindi come progetto rivolto al benessere psicofisico dell'alunno, ora bambino ora adolescente.

Questo benessere si raggiunge anche percorrendo una strada ben asfaltata in cui non siano presenti buche e dirupi. Fuor di metafora un percorso di maturazione affettiva armonico e completo implica lo sviluppo di consapevolezza relativamente a tutte le emozioni, da quelle fondamentali a quelli specifiche sulle differenze di genere e di sviluppo psicofisico e sessuale. Se le emozioni sono così importanti nella vita delle persone, l’educazione affettiva si rende necessaria nella società attuale in cui le percentuali di consumo di psicofarmaci salgono di annoDagger Squadron in anno; in cui si abbassa la fascia d’età del primo approccio a sostanze stupefacenti e la devianza minorile si concretizza spesso in fenomeni come il bullismo, il cyber bullismo o il disagio giovanile tra cui i disturbi dell’alimentazione (anoressia, bulimia) o dell’ansia e della depressione, pedofilia.

Ci si interroga allora su questo malessere dilagante e sulle sue origini, imputabili forse ad una incapacità a gestirsi, a viversi, a starsi dentro; ci si chiede se un’educazione specifica e rivolta all’affettività non possa porre le basi per una piattaforma di lancio verso una vita meno caotica, confusa-fusa in modelli e schemi estranei e presi a prestito da culture lontane, figli di una cultura che bandisce le individualità perché spaventata dalla ricchezza interiore di ogni essere umano, che parla di emozioni negative e positive come se ci fossero emozioni da bandire e da estirpare dalla coscienza collettiva.

La preadolescenza (10-13 anni), si distingue rispetto all’infanzia per la necessità di un maggiore dialogo tra genitore e figlio rispetto alle tematiche della sessualità , dei vissuti che possono insorgere nei loro figli (curiosità, confusione, cambiamenti fisici), per farli sentire meno soli e meno in balia dei social network o di video che rappresentano un po’ “il sostituto genitoriale attuale” fornendo soltanto una immagine aggressiva della sessualità che spesso strumentalizza e distorce il ruolo della donna, dell’uomo e del concetto di sessualità sana di coppia.


OBIETTIVO GENERALE E FINALITA’ DEI LABORATORI CHE CONDUCO NELLE SCUOLE

Stimolare i giovani ad acquisire conoscenza e consapevolezza delle emozioni proprie e degli altri, insieme alla valorizzazione delle proprie risorse di gestione della comunicazione interpersonale e di autentici rapporti con i pari e con gli adulti. Tale approccio consente un pieno sviluppo della capacità di apprendimento non solo cognitivo, di risoluzione di problemi, di capacità di compiere scelte adeguate e di essere protagonista del proprio percorso di vita, ma anche di apprendimento emotivo che consenta all'individuo di realizzarsi pienamente come adulto. Lo scopo di questo progetto è quello di fornire ai ragazzi degli strumenti validi per la prevenzione del disagio giovanile in generale (tra cui anche la pedofilia) e dei fenomeni di bullismo e di cyber bullismo.


OBIETTIVI SPECIFICI DEL LABORATORIO

  • Saper conoscere e riconoscere le emozioni
  • Essere capaci di assumere la prospettiva e il ruolo di un altro compagno
  • Rispettare l’ambiente scolastico
  • Sviluppare consapevolezza relativamente ai comportamenti utili alla tutela e allo sviluppo della salute mentale e fisica
  • Sviluppare la capacità di scelte autonome e responsabili
  • Avere un atteggiamento positivo nei confronti della sessualità e dei vissuti puberali
  • Giungere alla consapevolezza dei vari aspetti dell’affettività nell’adolescenza
  • Comprendere che le problematiche vissute da ciascuno sono tipiche dell’età adolescenziale e non esclusivamente individuali
  • Indurre una riflessione sull’identità di genere e sessuale in un contesto relazionale affettivo e sociale di reciproco rispetto che esula da una visione distorta
  • Stimolare il pensiero critico riguardo al ruolo dei mass-media nell’utilizzo dei messaggi pubblicitari attraverso l’uso del corpo, di un corpo perfetto, e dei richiami a sfondo sessuale offerti e quanto questi spesso inducano alla ricerca di un’identità “immaginaria” ostacolando la ricerca soggettiva di una propria ed “autentica” identità

Dott.ssa Letizia Patricolo