DOTT.SSA LETIZIA PATRICOLO

La terapia psicodinamica relazionale è indicata in psicoterapia individuale, specialmente se la persona ha una buona introspezione (insight), cioè ha una capacità di lavorare in modo intrapsichico, nel senso che è in grado di riconoscere le connessioni simboliche tra la propria vita reale e l’esperienza passata, in questo caso la psicodinamica e la psicoanalisi rappresenta il metodo di eccellenza. 
Se invece la persona non è interessata a conoscere come funziona il proprio interno e, di conseguenza, a "guarire" in base a questo livello di consapevolezza, le terapie cognitive-comportamentali e gestaltica sono più indicate, perché non richiedono introspezione. Al contrario della psicodinamica, si tratta di un metodo basato fondamentalmente su stimolo-risposta, cioè apprendere tecniche strategiche per eliminare i sintomi. Invece la terapia psicodinamica e psicoanalitica
consiste in un percorso (breve o intermedio, a seconda dei problemi) che consente di impadronirsi del proprio sé e di mirare alla propria indipendenza e autonomia, risolvendo i propri problemi a lungo termine.
Che significa impadronirsi del proprio Sé? Significa digerire, assimilare, metabolizzare alcune tematiche irrisolte fonte di sofferenza sintomatologica che derivano dal passato o modalità relazionali disfunzionali apprese nell’infanzia (relazioni di attaccamento disfumzionali), e che bloccano la crescita e la libertà di desiderare e di attuare nella concretezza i propri desideri, il proprio sentire.

Quali sono le patologie più indicate ad essere trattate con la psicoterapia psicodinamica relazionale?

Le patologie variano dai disturbi ansiosi e depressivi ai disturbi di personalità, o aimomenti più difficili di vita (passaggi evolutivi: adolescenza, università, identità professionale, matrimonio, genitorialità; oppure per eventi stressanti e gravi: lutti, divorzi o separazioni, stress lavorativo, perdita del lavoro, etc...).

Il criterio di distinzione dipende soprattutto dal desiderio introspettivo di migliorare la propria vita. La terapia paicodinamica, basata sulla comprensione anche cognitiva delle relazioni di attaccamento disfunzionali e delle modalità comportamentali sintomatologiche ad esse connesse, garantisce maggiormente una stabilità della personalità e della propria immagine di sé. Molti pazienti immaginano che la psicoanalisi assomigli a una chirurgia dolorosa, in realtà è un percorso che si accompagna ad un compagno di viaggio, che aiuta ad essere sereni e autentici: l'autenticità, più che la verità, penso sia l’unica vera forza dell’essere umano. La maggior parte dei pazienti sperimenta sollievo e chiarezza nella propria vita e non tanto dolore nel fare questo percorso. A mano a mano che progredisce, il soggetto diventa più attivo oltre che cosciente di come funziona sperimentando un vero e proprio cambiamento di vita ed uno slancio positivo, costruttivo ed unico.

Quali sono le percentuali di guarigione? Nel caso della terapia psicoanalitica, quando questa viene svolta con persone motivate e consapevoli nel voler lavorare sui propri problemi, l’investimento ha successo per oltre il 90%. Si potrebbe dire la stessa cosa delle altre terapie, considerando che esse mirano solo alla temporanea sparizione dei sintomi, sebbene qualche volta questo incoraggiamento possa aprire a degli sviluppi ulteriori.

Dott.ssa Letizia Patricolo